Una spinta dal cloud per l’Application Modernization

Pubblicato: 20 luglio 2011 in Articoli-Interviste

Segnalo un mio nuovo articolo uscito di recente su CBR Italy. I cambiamenti sempre più rapidi di business portano le aziende ad affrontare il delicato tema della modernizzazione; in questo senso cerco di analizzare lo stato dell’arte con alcuni dei maggiori player del mercato. Ecco uno stralcio:

Le organizzazioni si stanno muovendo da cicli di progetto di diciotto mesi verso cicli molto più brevi, di tre-sei mesi. I nuovi prodotti e servizi vengono introdotti in rapida successione e con la deregolamentazione e la globalizzazione in atto, la necessità di sistemi flessibili che possono sincronizzarsi con i rapidi cambiamenti di business è diventato decisiva. Nel corso degli anni le imprese si sono trovate ad avere a che fare con molteplici ed eterogenee applicazioni software e hardware per cercare di raggiungere un vantaggio competitivo. La velocità di sviluppo del settore informatico ha dato luogo alla creazione di contrastanti ambienti IT, con una parte delle applicazioni di tipo “open” rivolte al mondo della rete, e dall’altra le più tradizionali realtà legate al mondo “legacy”. Vediamo secondo la prospettiva di alcuni vendor qual è l’attuale situazione nell’area IT delle aziende nel nostro Paese. “Oltre la dicotomia open vs. legacy, – esordisce Gabriele Provinciali, Sr Enterprise Solutions Architect di CA Technologies Italia – le esperienze maturate nel corso degli anni e delle diverse ‘ondate tecnologiche’ hanno permesso, nel comparto IT aziendale, la specializzazione di professionalità con una forte polarizzazione per segmento tecnologico e vendor. La sfida di questo decennio, sul piano applicativo, è rendere le applicazioni indipendenti non solo dalle piattaforme hardware, ma anche dalla loro collocazione fisica. Il mondo legacy e il mondo open si trovano, così, a seguire una linea comune, che è quella della transizione verso il cloud”. La divisione IT, in questo caso, può trasformarsi da centro di costo in partner della divisione business, applicando le tecniche di modernizzazione applicativa per la trasformazione del software da elemento di possesso a elemento di utilizzo.
“Il gap fra legacy e open – interviene Giuseppe Gigante, Marketing Manager Micro Focus Italia – si è assottigliato. Meglio parlare di diversità fra le applicazioni semplici e quelle enterprise. Noi abbiamo fatto un percorso e ci siamo spostati verso l’open per proteggere quegli investimenti in ERP che non riescono a differenziarsi. L’obiettivo è ridare valore al differenziale delle aziende. Forti dell’esperienza di oltre 35 anni nell’ambito delle applicazioni e delle performance enterprise, la sartoria applicativa ha fatto sì che si riuscisse a tradurre in IT la proprietà intellettuale delle aziende e di adeguarla regolarmente ai cambiamenti di business delle stesse. Proteggere tutto questo, evolvendosi per ampliare ulteriormente i mercati ai quali rivolgersi, è risultato per noi fondamentale”. Per Gigante il legacy si è comunque rivelato adeguato e spesso ancora non sostituibile. “Siamo ormai certi – commenta Massimiliano Belardi, Competitive Sales Specialist, System and Technology Group di IBM Italia – che non esiste più una dicotomia tra applicazioni open e legacy. I concetti si sono ormai mescolati e hanno dato vita a due trend completamente diversi: applicazioni centralizzate o dipartimentali. Questa nuova logica ha di fatto innescato il tema della scelta della piattaforma più adatta per ospitare nuove applicazioni. Una scelta che diventa sempre più difficile nel momento in cui si prende come variabile di riferimento il solo fattore costo. L’insieme di queste tendenze ha fatto si che i clienti hanno iniziato ad affrontare l’IT sia con dinamiche di consolidamento, sia con dinamiche di integrazione applicativa attraverso l’impiego di soluzioni in ottica SOA. In tal modo viene ridotta la complessità del mondo IT consentendo di rendere realmente l’informatica un elemento di supporto alla strategia di business dei clienti stessi”.
Il mercato applicativo è un settore piuttosto complesso, secondo Francesco Spagnoli, Applications Solutions Sales Manager, Hewlett-Packard Italiana: “I sistemi legacy sono ancora presenti e il mainframe viene ancora utilizzato in molti ambiti. Inoltre, per rispondere in tempi rapidi alle esigenze di business, nel corso del tempo è stato adattato il layer applicativo legacy con un front-end open creando di fatto una maggiore complessità, maggiori costi e rischi. HP ha recentemente introdotto nuove soluzioni di Application Transformation in ambito cloud, studiate per supportare le aziende nell’indirizzare l’innovazione, fornendo flessibilità e velocità nella gestione del ciclo di vita delle applicazioni. Le imprese infatti si scontrano oggi con ambienti applicativi poco flessibili, che non possono soddisfare i rapidi cambiamenti delle esigenze di business e dei clienti”. La nuova offerta HP è in grado di aiutare aziende e amministrazioni a conoscere meglio le applicazioni di cui dispongono, individuare la corretta strategia di modernizzazione e gestire applicazioni affidabili e di qualità, basate sulle esigenze del cliente.

L’ibntero articolo può essere letto sulla rivista o a questo link.

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