Sony implementa il Business Process Management

Pubblicato: 14 giugno 2010 in Articoli-Interviste
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Giovanni Piazza, General Manager, Information System di Sony Italia S.p.A

Di seguito la mia intervista fatta a Sony per la testata CBR Italy.

Ci troviamo con Giovanni Piazza, General Manager, Information System di Sony Italia S.p.A., la consociata italiana della multinazionale Sony Corporation, nata nel 1981 e che rappresenta la principale struttura del Gruppo nel nostro Paese e una delle maggiori aziende attive nel settore dell’elettronica di consumo e professionale in Italia.  Qual è il volume d’affari di Sony, chiediamo inizialmente al nostro intervistato?

“Il volume d’affari di Sony Italia nell’ultimo anno fiscale, chiuso il 31 marzo 2009, è stato pari a circa 590 milioni di Euro. Un dato importante che ne consolida la leadership tecnologica sia nell’area Consumer, rivolta al grande pubblico, sia in quella Business, dedicata al mondo professionale. La continua capacità di rinnovare il proprio marchio e di stimolare il mercato con soluzioni all’avanguardia e prodotti riconosciuti per la loro qualità superiore ha portato Sony Italia a mantenere una posizione di assoluto rilievo nel panorama dell’elettronica di consumo AV e IT.  Ricordiamo che dal luglio 2007 la carica di Presidente e Amministratore Delegato della Società è stata affidata a Gildas Pelliet.  I nuovi prodotti e le più recenti innovazioni tecnologiche hanno rivitalizzato il mercato dell’elettronica di consumo e professionale e per, consolidare la propria leadership, Sony è strutturata con una sede centrale a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, mentre un ufficio dedicato al supporto di vendita alla clientela business si trova a Roma. Sony Italia impiega attualmente circa 250 dipendenti e si avvale di una struttura qualificata di oltre 170 punti di assistenza sul territorio nazionale che assicurano una presenza capillare nel nostro paese.”

Vediamo ora con Giovanni Piazza, in prima istanza, come è venuto in supporto il BPM in azienda e cosa è cambiato nel tempo grazie alla sua introduzione.

“In realtà – ci illustra il General Manager, Information System di Sony – il BPM nella nostra azienda non è ancora un fattore completamente consolidato, ma è in piena fase di implementazione. Il nostro approccio prevede un’implementazione affrontata tramite skill interni e senza l’appoggio di strutture consulenziali esterne. Anche i software vengono sviluppati al nostro interno.”

Ci può illustrare come si struttura questo vostro approccio in-house?

“Vede, a seguito di esigenze organizzative, è stata presa la decisione di ripensare i processi aziendali secondo nuove logiche di business. Abbiamo così dato vita a un progetto di analisi, definizione e mappatura dei processi aziendali allo stato attuale con l’identificazione degli eventuali indicatori già esistenti. In questa fase, che chiamiamo di BPR, vengono da noi individuate le aree di miglioramento, soprattutto quelle di immediata attivazione. Si passa quindi alla fase di analisi di come vorremmo i processi per il futuro. A questo punto vengono creati dei gruppi di lavoro per ogni processo che si vuole implementare.”

Che riflessi ha questa metodologia al vostro interno?

“I riflessi in azienda – commenta con soddisfazione Piazza – sono quelli legati a un forte coinvolgimento del personale e al contempo anche a una miglior integrazione tra i reparti a seguito della maggior conoscenza dei processi.”

Rispetto alla vostra esperienza diretta, quali condizioni devono essere garantite all’interno dell’impresa per applicare con successo strategie di BPM?

“La comunicazione è alla base del successo – sostanzia Piazza. – Bisogna che tutti gli attori abbiano consapevolezza degli obiettivi e capiscano di poter fare qualcosa d’importante per il futuro.”

I fornitori affermano che il tema della misurazione del business si è concentrato nel tempo nel rendere strumenti e metodologie più semplici, più assistite da strumenti operativi e, quindi, più accessibili a larghe fasce di aziende. Rispetto alla vostra esperienza ritenete corretta questa visione? Lei cosa ne pensa?

“Come detto nella premessa – ci illustra Piazza – non ci siamo rivolti a consulenti, per cui non sono in grado di dare una valutazione soggettiva sugli strumenti offerti dal mercato. Quello che posso assicurare è che i nostri sforzi sono stati tutti orientati verso l’efficienza e la semplificazione di tutti i processi. Più i processi sono complessi più sarà complesso per non dire impossibile (o troppo costoso) uno strumento di misurazione. Se i processi di business sono semplici, chiari e condivisi anche gli strumenti a supporto saranno semplici, chiari e maggiormente condivisibili.”

Secondo lei esistono tipologie di imprese più agevolate di altre (per dimensione, ecc.) nell’avvalersi oggi di soluzioni per il  Business Process Management, e perché? A chi lo consigliereste?

“Ritengo – commenta Piazza – che tutte le aziende, più o meno consapevolmente, adottano sistemi di BPM perché, secondo me, è qualcosa che fa parte di noi.  La scelta del percorso casa ufficio segue regole molto simili: si studia il percorso, si valutano le alternative, si misurano i risultati e

si stabiliscono i criteri. Quello che fa la differenza è quanto si decide di spingere a fondo ed allargare il concetto. Io consiglierei a tutti di applicare una metodologia nella gestione dei processi aziendali. Inizialmente è come fare un esame di coscienza ed un mettersi in discussione, poi farà parte del DNA.”

In Sony è possibile far riferimento a indicatori specifici che consentano di valutare in modo tangibile i benefici delle applicazioni di BPM? Siete in grado di valutare il ROI delle operazioni svolte relative al tema in questione?

“Non tutti i processi – conclude Piazza – hanno indicatori misurati costantemente. A seconda delle caratteristiche del processo i benefici possono essere valutati in termini di incremento del business o riduzione dei costi, miglioramento delle performance o diminuzione di errori, ecc. Solo in casi specifici e in dipendenza dell’investimento viene valutato il ritorno.”

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