Consolidamento e integrazione viste dal Direttore ICT del Gruppo Caprari

Pubblicato: 14 giugno 2010 in Articoli-Interviste

Stefano Catellani, Direttore ICT del Gruppo Caprari S.p.A.

Tra i vari articoli scritti vi propongo questa intervista al direttore ICT del gruppo Caprari s.p.a. che è stata recentemente pubblicata su CBR Italy. Caprari S.p.A. fa parte di un gruppo industriale specializzato nelle soluzioni di pompaggio a elevata efficienza per il ciclo integrato dell’acqua (captazione, distribuzione, rilancio e depurazione). Pone al centro della sua missione la soddisfazione del Cliente, la professionalità dei suoi collaboratori e il rispetto dell’ambiente. Con la sede centrale a Modena, vanta una lunga serie di successi che dal 1945, anno di fondazione, l’hanno portata nel tempo a crescere e consolidarsi, anche grazie a successi e innovazioni. Nel 2008 il valore del fatturato dell’intero gruppo è stato di 90 milioni di euro, con un trend in crescita costante. Nel modo vi sono 8 filiali, 4 licenziatarie, 2 joint venture e oltre 80 distributori strutturati. In Italia esistono 2 filiali, 14 agenzie, un centro ricambi, 19 servizi assistenza e 11 depositi. Dal punto di vista IT, Caprari ha sposato marchi importanti quali SAP, Microsoft e Oracle e ha sviluppato internamente una suite di applicazioni web based. Oggi siamo a colloquio con Stefano Catellani, Direttore ICT del Gruppo Caprari, al quale chiediamo subito come viene affrontato il tema della modernizzazione delle applicazioni. “Tutto è mantenuto – esordisce Catellani – il più possibile aggiornato per evitare di trovarsi improvvisamente di fronte a dei gap di release che poi richiedono grossi sforzi per essere colmati, inoltre questo ci consente anche ci cogliere le opportunità che la tecnologia propone. Quasi tutti i nostri server principali girano su Windows 2008 64bit, SAP ERP è in rel. 6.0 da un anno”. Quindi possiamo parlare di una politica di aggiornamento costante… “Sì, secondo la nostra esperienza – conferma Catellani –  applicare una politica di aggiornamento costante, ragionato e programmato per il parco applicazioni e dispositivi è assolutamente pagante. Congelare tutto fino a quando non si può fare altro che migrare, espone a rischi e difficoltà elevate e non ci sono vantaggi nemmeno sul fronte dei costi”.

Quali sono le vostre applicazioni principali? “Le nostre due applicazioni principali – espone il CIO di Caprari – sono SAP ERP, per la gestione dell’azienda, e una suite di applicazioni web based che noi chiamiamo ‘ERP tecnico’, che è quasi totalmente sviluppata con know how interno su piattaforma Microsoft .NET. SAP è in uso dal ’98 e da allora abbiamo fatto quattro cambi di release e altri interventi analoghi per impatto (Euro, Unicode ecc.); in media un ‘major improvement’ ogni due anni e mezzo. Nel panorama degli utenti SAP probabilmente siamo tra coloro che hanno implementato meno personalizzazioni, ma comunque in occasione delle migrazioni si è sempre cercato di cogliere le opportunità offerte dalle nuove funzionalità per eliminare qualche programma custom e riportarlo allo standard”.

E le applicazioni Web based? “Le applicazioni web based – sostanzia  Catellani – sono tenute aggiornate continuamente, anche in funzione delle nuove esigenze che emergono. In linea generale cerchiamo di essere equilibrati, utilizzando tecnologie recenti, ma consolidate. Detta diversamente non vogliamo fare i pionieri a tutti i costi, ma nemmeno restare ancorati a concetti e soluzioni obsolete. Per citare qualche esempio, già da diverso tempo utilizziamo tecniche di programmazione ad oggetti e il linguaggio d’interscambio XML”.

Quale organizzazione è stata implementata all’interno di Caprari S.p.A. per applicare con successo le strategie di integrazione e consolidamento? “Più che di un’implementazione ad hoc – risponde  Catellani – è tutto il nostro universo IT che è intrinsecamente orientato all’integrazione: il nostro sistema informativo è “SAP centrico” e da SAP ERP, con tecniche diverse a seconda delle necessità, i dati sono scambiati in modo selettivo con le applicazioni dipartimentali e la suite di applicazioni web based. Ad oggi solo un’applicazione importante non è ancora integrata (un  software altamente specializzato per la selezione delle pompe, distribuito gratuitamente su CD ai nostri clienti e partner), ma lo sarà a breve con la nuova versione che andrà ad ampliare la suite web based. Anche in relazione al consolidamento la storia dell’IT aziendale è significativa perché è dal ’99 che utilizziamo come postazioni di lavoro standard, in luogo dei tradizionali PC, i thin client e i servizi TS di Microsoft. Questo significa gestire non 250 PC, ma una batteria di sei server ridondati che, oggi, grazie ai 64 bit, ai processori multicore e alla tecnologia Microsoft Hyper-V, si sono ulteriormente ridotti a tre server fisici”.

Oggi che la parola d’ordine è sempre più spesso “ottimizzare”, quali sono gli ambienti applicativi attualmente più coinvolti e le soluzioni implementate di tipo SOA-compliant? In che percentuale le nuove applicazioni o il rifacimento di quelle esistenti viene realizzato in architettura SOA?  “Penso che – commenta Catellani – ci avviciniamo idealmente al 100%, perché tutte le applicazioni sviluppate con know how interno sono web based da dieci anni. Gli interventi più recenti, sia in ambito SAP (transazioni su terminali handheld wireless per gestione spedizioni, collegamento di user remoti via WEBGUI) che “extra-SAP” (gestioni ricambistica e ordini, collegamento fornitori, ecc.), si avvalgono di servizi web.

Che difficoltà sono state incontrate? “Le difficoltà – evidenzia  Catellani –  come spesso accade, non sono dipendenti dalle tecnologie: interpretare le esigenze dell’utente o contenerle nel quadro di perimetro convenuto, la configurazione dei dispositivi quando si tratta di allestire applicazioni che devono funzionare anche per utenti remoti e di cui quasi mai si riesce ad avere il controllo, ecc, ecc. Le difficoltà specifiche si risolvono spesso con una formazione adeguata e con la ‘rete di supporto’”.

Quanto risulta importante in Caprari S.p.A. il ruolo di supporto dei fornitori e system integrator? “Come sempre – spiega Catellani – il ruolo dei fornitori è fondamentale, specie se l’oggetto della fornitura rientra in ciò che viene comunemente inteso come ‘servizio’. Personalmente, però, non sono un fanatico dell’outsourcing, ovvero sono convinto che il controllo delle situazioni deve essere fermamente nelle mani dell’azienda, il che significa anche poter disporre delle leve che, in positivo e in negativo, possono influenzare il comportamento di chi materialmente è chiamato ad operare in o per l’azienda. In termini di importanza dei ruoli, metterei quindi in primo piano le competenze interne e la capacità di guidare fornitori, consulenti ecc verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali”.

Come viene affrontato il tema del TCO e delle valutazioni economiche applicate ai progetti di consolidamento e integrazione? “Non abbiamo una procedura formalizzata per il calcolo del TCO – commenta Catellani – però è un tema ugualmente sentito e i progetti importanti sono, di solito, accompagnati da una valutazione dei costi complessivi che, in base all’esperienza, tiene conto delle previsioni di maintenance che ogni applicazione richiede.

Quali sono i progetti futuri nell’ambito del consolidamento e dell’integrazione che avete in mente? “La grande ambizione – sostanzia Catellani – è di consentire a tutto il Gruppo Caprari di utilizzare strumenti omogenei e in grado di consentire un flusso completo del dato dall’inizio alla fine della filiera senza ridondanze. Sarà necessario qualche anno per armonizzare il tutto: il completamento della suite di applicazioni web based con il nuovo software per la selezione delle pompe e l’estensione di SAP ERP alle filiali sono i cardini principali”. E per l’immediato? “Nell’immediato – conclude Catellani – stiamo avviando un nuovo tool che ci consentirà di rendere molto più fluido il rapporto con i fornitori concentrando tutte le transazioni in un unico strumento conosciuto e usato ormai da chiunque: la posta elettronica. Sembra banale, ma in realtà si tratta di messaggi e-mail strutturati con cui i fornitori possono interagire in modo guidato e di un motore in grado di far ritornare al gestionale le modifiche effettuate”.

Luigi Pachì

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